Chi ha inventato il primo computer della storia e quando?

Chi ha inventato il primo computer della storia e quando
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Oggigiorno siamo invasi dai calcolatori: Server aziendali, computer, smartphone, ecc… Calcolatori ovunque, in cucina, nelle nostre auto, addirittura sui nostri polsi, ma ti sei mai chiesto chi ha inventato il primo computer della storia e quando? Ti sei mai chiesto da che cosa deriva la tecnologia che utilizzi tutti i giorni e a chi dobbiamo ringraziare? Magari saprai da che cosa è formato un computer, quali sono i componenti più performanti attualmente presenti sul mercato, le marche più ricorrenti, ma sappi che tutto deriva da un progetto molto complesso e particolarmente ambito.

Dall’invenzione del singolo computer siamo arrivati a quella dello smartphone. Si definisce anch’esso un calcolatore in quanto capace di generare calcoli per eseguire comandi. Se inoltre andassimo a vedere le componentistiche interne di un device ritroveremmo hardware molto simile al computer con dimensioni ovviamente molto più ridotte

Tecnologia presa e spostata su molteplici dispositivi d’uso comune come ad esempio i lettori DVD. Anche loro eseguono calcoli leggendo le tracce impresse dal laser al momento della masterizzazione e riproducendo video ed audio. Come vedi il computer è stato il primo “anziano” dei nostri piccoli dispositivi tascabili. Vediamo quindi a chi dobbiamo il merito dell’inizio della tecnologia moderna scoprendo chi ha inventato il computer e quando lo ha fatto!

Quando è nato il primo computer della storia?

Prima di domandarci chi ha inventato il computer dovremmo posizionarci in un determinato periodo storico e chiederci “Quando è stato inventato il computer?” Sono stati infatti numerosi gli studi ed avvenimenti antecedenti la nascita del computer tanto che, per convenzione, è stato scelto il 1932 come anno teorico di inizio della storia del computerÈ in questo anno che iniziò a nascere la tecnologia moderna: Venne creato il primo computer con dimensioni e funzioni nettamente differenti da quelli che conosciamo abitualmente! Mastodontico e di straordinaria bellezza ed il nome ricorda vagamente le nostre simpatiche faccine che mandiamo quotidianamente agli amici “Memex“.

Vanner Bush, assieme alla sua squadra di tecnici altamente specializzati hanno dato vita al progetto. La storia del computer è iniziata proprio grazie a loro, anche se come ribadito, sono stati numerosi gli avvenimenti che precedono tale invenzione. Vuoi sapere che cos’era Memex e a che cosa serviva? Memex venne ideato con lo scopo di fornire all’uomo la possibilità di registrate tutte le sue opere letterarie, pensieri e note in un unico mastodontico archivio. Sembra riduttivo come paragone, ma il suo funzionamento è paragonabile al principio di un moderno Hard Disk, dove vengono inseriti i dati sotto forma di impulsi magnetici e letti tramite apposite testine.

Piccola bozza del riassunto della struttura di Memex e del suo funzionamento
Piccola bozza del riassunto della struttura di Memex e del suo funzionamento

"La bomba" ed il suo nuovo sistema di calcolo

Le funzioni di Memex erano estremamente basilari e se ci riferiamo alla tipologia dei moderni calcolatori la domanda dovrebbe arricchirsi di maggiori dettagli ridefinendosi in “Chi ha inventato e quando il primo computer della storia così come lo conosciamo oggi?” 

Storicamente il periodo post-invenzione di Memex viene attribuito alla preparazione di una delle più sanguinose battaglie. Il conflitto si avvicina, così come le numerose invenzioni per la milizia. Accessori tecnologici per spionaggio ed intercettazione radiofonica del nemico fanno la comparsa proprio in questo periodo. Nasce proprio così, circa 6 anni dopo l’invenzione di Memex, il primo vero e proprio calcolatore denominato “La bomba“.

L’invenzione venne attribuita al brillante ingegnere polacco, Marian Rejewsky che fece della sua creazione una perfetta macchina di spionaggio. La bomba infatti aveva un solo ed unico compito: Decifrare i messaggi in codice inviati dai tedeschi tramite l’antagonista “Enigma”. Per intervenire sul complesso sistema di calcolo bisognava smontare alcuni componenti meccanici ed assemblare nuovamente il calcolatore tramite precise e scrupolose istruzioni. Un componente sbagliato rischiava di compromettere l’intercettazione del nemico facendo sballare numeri, lettere e codici inesistenti: In tempo di guerra anche un solo apostrofo era importante per vincere!

Il calcolatore "La Bomba" in tutto il suo splendore
Il calcolatore "La Bomba" in tutto il suo splendore

Konrad Zuse ed il suo Z1

Il 1938 fu l’anno dell’invenzione attribuita allo scienziato Konrad Zuse, il quale ci regalò un vero e proprio capolavoro tecnologico, lo Z1. Se alla risposta “chi ha inventato il primo computer della storia” potremmo rispondere Vanner Bush, al quesito “Chi è stato il primo inventore del moderno calcolatore” potremmo rispondere proprio Konrad Zuse. Difatti lo Z1 fu il primo calcolatore interamente programmabile basato sul sistema binario con implementazione di memorie elettromeccaniche e relè. La macchina aveva una velocità di calcolo pari ad 1 Hz, ossia una sola operazione al secondo.

Il magnifico Z1
Il magnifico Z1

Una nuova scoperta

Ci vollero 7 interi anni per la creazione di una nuova macchina. Ricordiamoci che siamo nel pieno della rivoluzione industriale, dove un solo anno senza nessuna nuova scoperta significava dar enorme spazio alla scienza di un paese “avversario”. Così, nel cuore del secondo conflitto mondiale, 1945, venne creato un calcolatore per scopi militari, il “Colossus“, creato nei quartieri di Bletchley Park, LondraL’idea primordiale ripresa fu proprio quella di Memex rielaborata e rinnovata tecnologicamente. Questa volta il calcolatore doveva essere in grado di captare, decifrare, interpretare e tradurre in linguaggio umano tutti i segnali provenienti dagli eserciti nemici. Il calcolatore era costituito da centinaia di valvole e fili conduttori, antenati degli attuali microprocessori e delle schede stampate. Inoltre il tutto era chiuso all’interno di una cabina grande all’incirca quanto un intero appartamento.

L’operatore poteva leggere immediatamente i codici decifrati ed intervenire sulla macchina tramite varie procedure ed algoritmi per tradurli in un linguaggio comprensibile. Le stringhe di codice avevano le sembianze di veri e propri calcoli: “-2b-2a+8d-a1” e per tradurli si doveva impiegare da alcune ore a diversi giorni. Solo dopo la seconda Grande Guerra Winston Churchill fece distruggere Colossus assieme a tutti i segreti che circondavano l’intero progetto.

Il gigantesco calcolatore Colossus
Il gigantesco calcolatore Colossus

Chi ha inventato il computer che conosciamo oggi e quando?

Abbiamo visto che la domanda “chi ha inventato il computer” in sé per sé ha diverse sfaccettature, ma riportano tutte allo scopo per il quale vennero progettati quasi tutti i calcolatori. Gli anni del dopoguerra furono un susseguirsi di uscite di nuovi calcolatori sempre più potenti e sempre più simili agli attuali computer. Il campo militare sembrava essersi calmato e gran parte della tecnologia venne messa a disposizione delle industrie. Si ripresero armamenti di altro tipo su commissioni di spionaggio nel periodo della Guerra Fredda ed altre fonti militari inferiori: Il ramo della milizia ha sempre fatto da braccio destro alla tecnologia sostenendo costi ed invenzioni. Un esempio lampante è lo stesso internet, nato proprio con scopi militari e solo successivamente reso disponibile anche ai privati. 

Verso la metà degli anni 70 entrarono in scena Bill Gates e Steve Jobs, ma per quanto concerne loro e le relative invenzioni non basterebbero altri 10 altri articoli, pertanto ti invito ad approfondire le vicende dando uno sguardo al film: I pirati di Silicon Valley, riproposto in chiave ironica e moderna dagli attori Ndah Wyle, Anthony Michael Hall e l’omonima serie HBO  a tema.

I pirati della Silicon Valley

Biella ed il suo museo del computer

Nel 2007 è stato fondato il museo nazionale del computer proprio nella città dove nacque il primo calcolatore. Attualmente è aperto al pubblico e vanta più di 70 stazioni, numerosi tecnici qualificati ed una storia tutta da percorrere in prima persona.

In Italia è possibile visitare il più grande museo del computer proprio a Camburzano, Biella. Il museo è visitabile su appuntamento e sfata in senso pratico tutta la curiosità degli appassionati i quali si troveranno ad interagire in prima persona con macchine ed attrezzature presenti in loco. Sono disponibili numerosi modelli fisici di calcolatori, libri, manuali, riviste e software. Il museo è visionabile solo su appuntamento. Ti lascio i recapiti qualora decidessi di trascorrere qualche ora istruttiva assieme a tutta la famiglia, amici o compagni di scuola!

Logo del museo del computer

Fondazione museo del computer

Via per Occhieppo, 29 - 13891 CAMBURZANO (BIELLA)
Tel. 015. 8853201 - Fax. 015. 8853202